Situata al centro della proprietà
Tommasi-Aliotti, la villa è immersa nel verde dell’affascinante
parco - giardino, introdotto dall’imponente viale
alberato, al quale si accede, direttamente dalla strada,
attraverso il portale d’ingresso in mattoni a tre
archi, costruito nel 1777, come riporta l’scrizione
sul fronte in cui sono ben visibili a rilievo gli stemmi
della Famiglia Tommasi.
Il viale costituisce l’asse principale che, oltre
a suddividere la proprietà in due parti, una quella
ad est più propriamente agricola e una, quella
ad ovest, di carattere più naturale e paesaggistico,
inquadra prospetticamente l’edificio e lo spazio
antistante impreziosito dall’ottocentesca vasca
ovoidale. L’asse prosegue nel retro della villa,
dove è situato il cottage, con il viale di lecci,
piantati nell’800 insieme alle numerose piante esotiche
disseminate nel parco. Il viale conduce nella parte nord
della proprietà dove si trova la piscina di 10
ml di diametro a disposizione degli ospiti nel periodo
primaverile ed estivo.
Il parco è arricchito dalla presenza di manufatti
architettonici di rilievo:
- La serra-limonaia, adiacente alla residenza, presente
nel complesso della villa dalla fine del ‘700 quando
il Cav. Niccolò di Annibale Tommasi dell’Ordine
di Santo Stefano (1722-1807) intraprese un progetto di
ristrutturazione che interessò tutti gli edifici
della proprietà. Rimaneggiata più volte
nel corso dei secoli durante gli episodi di rinnovamento
della villa, ha raggiunto l’aspetto attuale alla
fine dell’800. La facciata presenta alcuni elementi
vagamente orientaleggianti tipici della tendenza eclettica
del tempo.
- La cappella a fianco della villa, a navata unica e altare
centrale, commissionata dal Cav. Niccolò Tommasi
nel 1771 e progettata dall’ingegnere milanese Pietro
Materno Speroni, terminata ed inaugurata l’anno
successivo e rimaneggiata con un ampliamento nella parte
absidale nel 1833.
All’interno del parco si snodano percorsi e passeggiate
che conducono ad angoli nascosti e suggestivi caratterizzati
dalla presenza di antiche strutture architettoniche (grotte,
fontane, pozzi, panchine in pietra) e scultoree (statue,
busti in marmo).
L’intera area è popolata di importanti esemplari
di piante secolari (sequoia gigante, palma del Cile, cedro
del Libano, abete greco, oltre ai più comuni pino
domestico, leccio, cipresso, abete, platano, pioppo, faggio)
segnalate dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Provincia
di Arezzo come meritevoli di salvaguardia e valore ambientale.
L’interesse naturalistico e la tendenza a piantare
alberi esotici all’interno dei parchi delle ville
del cortonese era dovuta probabilmente alla presenza nel
‘700 di un’importante istituzione, della quale
facevano parte illustri personaggi della nobiltà
del tempo, la Società Botanica (fondata a Cortona
nel 1754, presieduta da Filippo Venuti e diretta da Mattia
Moneti), società pari a quella fiorentina per importanza
culturale e scientifica.